
1) le impronte del diavolo (che, secondo una leggenda ha costruito il
ponte in una sola notte) sul ponte di Tiberio
2) La possibilità al Visitor Center di farsi una foto vestiti come un
soldato romano e poi inviarsela tramite email
3) Alla Domus del Chirurgo 4 scheletri che ci osservano con aria stupita !
4) Al Museo gli attrezzi chirurgici del Chirurgo
5) In Piazza 3 Martiri (l’antico Foro) il gigantesco sole al centro
della pavimentazione e la statua di Giulio Cesare ancora dubbioso dopo
il passaggio del Rubicone.
6) All’Arco d’Augusto i volti (due per lato) di GIOve, Apollo,
Nettuno, Roma che ci guardano pieni di interesse. Attenzione ai
piccioni che fanno tiro al bersaglio 😉 !!!
IL PERCORSO >>>
Alla scoperta dei volti inediti ed affascinanti di Rimini, la capitale
del turimo estivo, una città in eterno movimento.Rimini, chi non conosce questo nome? Famosa in Italia, Europa e,
perchè no, in tutto il mondo grazie al suo figlio più illustre, Federico Fellini.
Se però (almeno fra gli italiani) facessimo un sondaggio, i motivi per
cui la città è conosciuta sarebbero quelli più ‘classici’: il mare, la
spiaggia, le discoteche con relativa vita notturna.
Il centro? Secondo tanti, la zona attorno al Grand Hotel…
E invece sono presenti monumenti che hanno già compiuto 2000 anni,
quando la città si chiamava Ariminum (nome derivato dal fiume
Ariminus, oggi Marecchia).
La classica passeggiata alla Rimini Romana potrebbe avere inizio al
Ponte di Tiberio (14 d.c., dove è presente un ampio parcheggio), da
cui parte la Via Emilia e con i dintorni recentemente riqualificati in
maniera veramente eccezionale, Il parco che si vede in direzione monte
è il vecchio letto del fiume, deviato a causa delle piene devastanti
che si sono succedute nei secoli.
A questo punto sarà d’obbligo una sosta al Visitor Center della Rimini
Romana in Corso d’Augusto, 235 (http://www.riminiromana. it/) dove
grazie ad installazioni multimediali e touch screen, non senza l’aiuto
di Giulio Cesare, ci si potrà immergere in vari aspetti della Rimini
Romana e non solo. Proseguendo per il Corso, l’antico decumano, sulla
destra cento metri più avanti troveremo Piazza Cavour dove è presente
la cinquecentesca Fontana della Pigna, sul luogo dove probabilmente i
riminesi attingevano acqua fin dall’epoca romana.
Sulla sinistra invece parte Via Gambalunga che in breve porta in
Piazza Ferrari, il luogo dove si trova la Domus del Chirurgo, ovvero i
resti della casa di un medico chirurgo romano (ma di origine greca)
del III secolo d.c. All’interno del Museo della città, a pochi metri
dalla domus, la ricostruzione della ‘taberna medica’ ed i circa 150
attrezzi chirurgici ritrovati che fanno di questo sito un luogo
eccezionalmente importante.
Ritornando sui nostri passi cioè in Corso d’Augusto, altri 50 metri ci
separano da Piazza Tre Martiri, il foro, ovvero l’incrocio tra il
cardo ed il decumano, dove in epoca romana erano presenti tutti gli
edifici principali come i templi e la basilica. Si trova anche la
copia cinquecentesca della colonna dove Giulio Cesare è salito per
parlare ai suoi soldati dopo aver passato il Rubicone. Una volta al
centro della piazza (con il simbolo del sole sotto ai nostri piedi),
sullo sfondo di fronte a noi troviamo l’Arco di Augusto (27 a.c.)
punto di arrivo della Via Flaminia e principale porta di ingresso alla
città, mentre a destra dopo una breve camminata si arriva a Porta
Montanara, piccolo accesso alla città per chi arrivava dalla campagna
o dai monti. Sulla sinistra invece in 5 minuti si arriva alla stazione
ferroviaria, sul luogo che 2000 anni fa ospitava il porto di Rimini.
Lungo la strada per arrivarvi si trova il Duomo o Tempio Malatestiano,
progettato dal grande Leon Battista Alberti, la cui facciata richiama
fortemente l’Arco d’Augusto. Infine, non lontano dalla stazione
ferroviaria, i resti dell’Anfiteatro Romano, II secolo d.c., l’unico
in regione.
del turimo estivo, una città in eterno movimento.Rimini, chi non conosce questo nome? Famosa in Italia, Europa e,
perchè no, in tutto il mondo grazie al suo figlio più illustre, Federico Fellini.
Se però (almeno fra gli italiani) facessimo un sondaggio, i motivi per
cui la città è conosciuta sarebbero quelli più ‘classici’: il mare, la
spiaggia, le discoteche con relativa vita notturna.
Il centro? Secondo tanti, la zona attorno al Grand Hotel…
E invece sono presenti monumenti che hanno già compiuto 2000 anni,
quando la città si chiamava Ariminum (nome derivato dal fiume
Ariminus, oggi Marecchia).
La classica passeggiata alla Rimini Romana potrebbe avere inizio al
Ponte di Tiberio (14 d.c., dove è presente un ampio parcheggio), da
cui parte la Via Emilia e con i dintorni recentemente riqualificati in
maniera veramente eccezionale, Il parco che si vede in direzione monte
è il vecchio letto del fiume, deviato a causa delle piene devastanti
che si sono succedute nei secoli.
A questo punto sarà d’obbligo una sosta al Visitor Center della Rimini
Romana in Corso d’Augusto, 235 (http://www.riminiromana.
grazie ad installazioni multimediali e touch screen, non senza l’aiuto
di Giulio Cesare, ci si potrà immergere in vari aspetti della Rimini
Romana e non solo. Proseguendo per il Corso, l’antico decumano, sulla
destra cento metri più avanti troveremo Piazza Cavour dove è presente
la cinquecentesca Fontana della Pigna, sul luogo dove probabilmente i
riminesi attingevano acqua fin dall’epoca romana.
Sulla sinistra invece parte Via Gambalunga che in breve porta in
Piazza Ferrari, il luogo dove si trova la Domus del Chirurgo, ovvero i
resti della casa di un medico chirurgo romano (ma di origine greca)
del III secolo d.c. All’interno del Museo della città, a pochi metri
dalla domus, la ricostruzione della ‘taberna medica’ ed i circa 150
attrezzi chirurgici ritrovati che fanno di questo sito un luogo
eccezionalmente importante.
Ritornando sui nostri passi cioè in Corso d’Augusto, altri 50 metri ci
separano da Piazza Tre Martiri, il foro, ovvero l’incrocio tra il
cardo ed il decumano, dove in epoca romana erano presenti tutti gli
edifici principali come i templi e la basilica. Si trova anche la
copia cinquecentesca della colonna dove Giulio Cesare è salito per
parlare ai suoi soldati dopo aver passato il Rubicone. Una volta al
centro della piazza (con il simbolo del sole sotto ai nostri piedi),
sullo sfondo di fronte a noi troviamo l’Arco di Augusto (27 a.c.)
punto di arrivo della Via Flaminia e principale porta di ingresso alla
città, mentre a destra dopo una breve camminata si arriva a Porta
Montanara, piccolo accesso alla città per chi arrivava dalla campagna
o dai monti. Sulla sinistra invece in 5 minuti si arriva alla stazione
ferroviaria, sul luogo che 2000 anni fa ospitava il porto di Rimini.
Lungo la strada per arrivarvi si trova il Duomo o Tempio Malatestiano,
progettato dal grande Leon Battista Alberti, la cui facciata richiama
fortemente l’Arco d’Augusto. Infine, non lontano dalla stazione
ferroviaria, i resti dell’Anfiteatro Romano, II secolo d.c., l’unico
in regione.
Info Utili >
Il percorso si può fare dai 6 anni anche se l’ideale è dai 9 in poi.
Ci vogliono circa 2 ore.
SI può parcheggiare al parcheggio vicino al Ponte di Tiberio e partire
dal ponte.Per scoprire questo e tanti altri itinerari storico – naturalistici
con Cristian:Email: saviolicristian@gmail. com
Cellulare: 333-4844496
Facebook: https://www. facebook.com/GuidaAmbientaleTu risticaRomagna/
Sito web: http://cristiansavioli. altervista.org/
Il percorso si può fare dai 6 anni anche se l’ideale è dai 9 in poi.
Ci vogliono circa 2 ore.
SI può parcheggiare al parcheggio vicino al Ponte di Tiberio e partire
dal ponte.Per scoprire questo e tanti altri itinerari storico – naturalistici
con Cristian:Email: saviolicristian@gmail.
Cellulare: 333-4844496
Facebook: https://www.
Sito web: http://cristiansavioli.
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