“Stamattina sono stravolta, Carla si è svegliata 4 volte!
Non dirlo a me, Alessandro non dorme da quando è nato…”
Conversazioni come queste sono tra le top ten dei discorsi tra mamme e per lungo tempo. Iniziano nei primi mesi di vita ma possono andare avanti tanto, tanto tempo… anni. Abbiamo chiesto alla dott.ssa Maria Grazia Tamburini, medico esperto in omeopatia, in che modo l’Omeopatia può aiutare il sonno dei bambini.
Per prima cosa si fa un’attenta analisi della relazione madre-bambino, del vissuto materno nei confronti della gravidanza (accettazione o meno) e di eventuali sintomi che hanno accompagnato la gravidanza e il parto. Mentre la Medicina ufficiale riconosce solo sostanze che possono agire come tranquillanti, noi medici omeopati abbiamo una vasta gamma di rimedi che ci possono aiutare per migliorare il sonno dei bambini e che agiscono sulla sfera psico- fisica-emozionale.
Quali sono i rimedi più comunemente usati per problemi di sonno?
Ce ne sono diversi, per esempio chamomilla è un rimedio omeopatico che si usa molto frequentemente nella prima infanzia quando il problema del sonno dipende da una dentizione difficile o da coliche gassose particolarmente dolorose: il bambino che risponde bene al rimedio chamomilla è un bambino ipersensibile al dolore che ha bisogno di essere rassicurato, che urla se non si sente preso in considerazione, che vuole essere portato in giro per la casa, “shakerato”, il classico bambino che si addormenta se portato in macchina o in carrozzina.
Al di là di questo esempio esplicativo, la caratteristica del trattamento omeopatico è la specificità del rimedio per ogni singolo bambino analizzato sotto il suo profilo psico-fisico e per questo riteniamo importante avere in alcuni casi una visione multidisciplinare.
ci sono dei rimedi naturali anche per i piccolissimi?
Ci sono molti rimedi che si possono usare anche per i bambini più piccoli che richiedono però un’attenta valutazione pediatrica per la difficoltà di cogliere i sintomi diretti espressi dal piccolo in un’ottica di osservazione globale della relazione genitori- bambino.
se un bambino non vuole mai andare a letto?
E’ sempre importante valutare in che contesto emerge il sintomo (trasloco, nascita di un fratellino,evento luttuoso,ecc) e come viene effettuato l’addormentamento.
In genere un disturbo prolungato dell’addormentamento potrebbe far pensare ad un’espressione di ansia da valutare caso per caso, anche qui in un’ottica ampliata di collaborazione tra manifestazione fisica e psichica, spesso tra loro strettamente correlate.
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Trovi la dottoressa sabato 24 maggio dalle 10,30 alle 12 in un incontro gratuito insieme al dott. Franco Nanni, psicologo, per approfondire vari temi dall’omeopatiba agli aspetti psicologici relazionali del tema sonno/bimbo.
Incontri con prenotazione consgliata in via Vermiglia 7 al Il giardino dei Bambini
Tel 334 5662890
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